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	<title type="text">Rassegna Stampa</title>
	<subtitle type="text">Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Bergamo</subtitle>
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	<updated>2016-01-13T16:02:43Z</updated>
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	<entry>
		<title>Armenia.... che passione</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/225-armenia-che-passione"/>
		<published>2011-04-14T14:36:08Z</published>
		<updated>2011-04-14T14:36:08Z</updated>
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		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;
	È dal 1988 che, ogni anno, mi reco, a mie spese e con altri volontari, in Armenia, dove, proprio nel dicembre di quell&amp;rsquo;anno ci fu un terremoto d&amp;rsquo;intensità 6.8 che causò 25.000 morti, 19.000 feriti e lasciò 500.000 persone senza tetto. Partimmo con aerei militari, modello G222 ed il compito degli Alpini fu quello di attrezzare con le nostre forze e quanto reperibile, un ospedale da campo, poiché l&amp;rsquo;attuale era andato completamente distrutto e rimaneva sotto le macerie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/armenia.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Furono giornate intense e laboriose, gli Armeni che arrivavano al campo erano tutti malconci e pieni di acciacchi. Noi Italiani infondevamo tanto coraggio ed una magnifica fiducia. Nel frattempo conobbi la Beata Madre Teresa che apprezzò molto la mia devozione e la premura di non lasciar mai sole le Sister che, nel frattempo, accoglievano soprattutto i bambini con gravi handicap. L&amp;rsquo;eco di Bergamo donò loro 4 casette per ospitare i loro assistiti e questo richiede tuttora la nostra presenza sul posto, affinché vengano mantenute e risistemate costantemente ed adeguatamente. Noi Alpini, durante tutto l&amp;rsquo;inverno, raccogliamo quanto possibile tutto quello che serve per il buon funzionamento dell&amp;rsquo;intero complesso e, in primavera, dei grossi Tir partono via mare per l&amp;rsquo;Armenia. Tengo a precisare che il trasporto è a carico dei Camilliani (opera missionaria dell&amp;rsquo;ordine di San Camillo) che ad Ascios hanno costruito un ospedale gestito dai sacerdoti della Caritas che portano sempre dall&amp;rsquo;Italia materiale sanitario e quant&amp;rsquo;altro possa occorrere. Ci riservano sempre qualche metro di spazio per caricare anche il nostro di materiale e noi ci diamo da fare per contribuire quanto più generosamente possibile. Durante tutto questo tempo gli ospiti sono aumentati vistosamente e così abbiamo dovuto provvedere costruendo una seconda casa di accoglienza nella capitale Yerevan. Dobbiamo ringraziare anche gli Enduristi che hanno raccolto i fondi per dotare le due comunità di due fuori strada che permettono gli spostamenti da Spitak a Yeveran. Tutto questo è costato 20.000 euro e ci auguriamo che altri soldi arrivino per poter compiere altri acquisti o operazioni. Le novità, ogni anno, sono davvero tante. Nel 2011 io personalmente dovrò fare 8 pavimenti, l&amp;rsquo;attuale è troppo freddo. Gente generosa di Gorle mi aiuta volentieri, rappresento una vecchia garanzia per il mio paese, tutti mi conoscono e mi vogliono bene, ho sempre lavorato onestamente e cercato di aiutare quando mi riusciva di farlo, si fidano del sottoscritto e così hanno anche loro voglia di contribuire, a volte si prenotano anticipatamente per dare un contributo che magari arriverà nell&amp;rsquo;anno successivo. A queste suore che sono così tanto caritatevoli è impossibile dire di no e le loro richieste diventano per noi Alpini una promessa ed un impegno da tenere sempre presente durante tutto l&amp;rsquo;anno. Tre anni fa mia moglie fu ricoverata e sono sicuro che le loro preghiere ci hanno aiutato ad ottenere quella che oggi è per me stata una grazia, di averla ancora accanto. Quando siamo con loro preghiamo per tutti ed aspettiamo, è sempre successo che qualche benefattore ascolti. Qualche anno fa, con il contributo dell&amp;rsquo;Amministrazione Comunale, alcuni giovani e Don Marco hanno intrattenuto i ragazzi bisognosi con giochi semplici, ma coinvolgenti, si sono divertiti tutti ed ancora oggi ne parlano entusiasti, rievocando l&amp;rsquo;avvenimento. L&amp;rsquo;Armenia è un altopiano e Spitak si trova a 1.800 metri di altezza. Non ci sono fabbriche, si vive di pastorizia e agricoltura. La gente è semplice, povera, per le strade vendono i loro ortaggi: patate, carote, mele e quello che sono riusciti a coltivare. La maggior parte delle persone emigra per bisogno, per non morire di fame, lasciando le proprie famiglie a carico delle Suore che settimanalmente fanno loro visita portando alimenti di prima necessità quali farina, pasta, qualche vestito e tante, tante preghiere. Sono contento di quello che faccio e anche se mi costa tanta fatica e sacrifici non lascerei mai quelle persone sole ed abbandonate. L&amp;rsquo;Alpino Pietro Merelli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	(a cura di Federico Rossi) Bergamo.info 19 ottobre 2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;
	È dal 1988 che, ogni anno, mi reco, a mie spese e con altri volontari, in Armenia, dove, proprio nel dicembre di quell&amp;rsquo;anno ci fu un terremoto d&amp;rsquo;intensità 6.8 che causò 25.000 morti, 19.000 feriti e lasciò 500.000 persone senza tetto. Partimmo con aerei militari, modello G222 ed il compito degli Alpini fu quello di attrezzare con le nostre forze e quanto reperibile, un ospedale da campo, poiché l&amp;rsquo;attuale era andato completamente distrutto e rimaneva sotto le macerie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/armenia.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Furono giornate intense e laboriose, gli Armeni che arrivavano al campo erano tutti malconci e pieni di acciacchi. Noi Italiani infondevamo tanto coraggio ed una magnifica fiducia. Nel frattempo conobbi la Beata Madre Teresa che apprezzò molto la mia devozione e la premura di non lasciar mai sole le Sister che, nel frattempo, accoglievano soprattutto i bambini con gravi handicap. L&amp;rsquo;eco di Bergamo donò loro 4 casette per ospitare i loro assistiti e questo richiede tuttora la nostra presenza sul posto, affinché vengano mantenute e risistemate costantemente ed adeguatamente. Noi Alpini, durante tutto l&amp;rsquo;inverno, raccogliamo quanto possibile tutto quello che serve per il buon funzionamento dell&amp;rsquo;intero complesso e, in primavera, dei grossi Tir partono via mare per l&amp;rsquo;Armenia. Tengo a precisare che il trasporto è a carico dei Camilliani (opera missionaria dell&amp;rsquo;ordine di San Camillo) che ad Ascios hanno costruito un ospedale gestito dai sacerdoti della Caritas che portano sempre dall&amp;rsquo;Italia materiale sanitario e quant&amp;rsquo;altro possa occorrere. Ci riservano sempre qualche metro di spazio per caricare anche il nostro di materiale e noi ci diamo da fare per contribuire quanto più generosamente possibile. Durante tutto questo tempo gli ospiti sono aumentati vistosamente e così abbiamo dovuto provvedere costruendo una seconda casa di accoglienza nella capitale Yerevan. Dobbiamo ringraziare anche gli Enduristi che hanno raccolto i fondi per dotare le due comunità di due fuori strada che permettono gli spostamenti da Spitak a Yeveran. Tutto questo è costato 20.000 euro e ci auguriamo che altri soldi arrivino per poter compiere altri acquisti o operazioni. Le novità, ogni anno, sono davvero tante. Nel 2011 io personalmente dovrò fare 8 pavimenti, l&amp;rsquo;attuale è troppo freddo. Gente generosa di Gorle mi aiuta volentieri, rappresento una vecchia garanzia per il mio paese, tutti mi conoscono e mi vogliono bene, ho sempre lavorato onestamente e cercato di aiutare quando mi riusciva di farlo, si fidano del sottoscritto e così hanno anche loro voglia di contribuire, a volte si prenotano anticipatamente per dare un contributo che magari arriverà nell&amp;rsquo;anno successivo. A queste suore che sono così tanto caritatevoli è impossibile dire di no e le loro richieste diventano per noi Alpini una promessa ed un impegno da tenere sempre presente durante tutto l&amp;rsquo;anno. Tre anni fa mia moglie fu ricoverata e sono sicuro che le loro preghiere ci hanno aiutato ad ottenere quella che oggi è per me stata una grazia, di averla ancora accanto. Quando siamo con loro preghiamo per tutti ed aspettiamo, è sempre successo che qualche benefattore ascolti. Qualche anno fa, con il contributo dell&amp;rsquo;Amministrazione Comunale, alcuni giovani e Don Marco hanno intrattenuto i ragazzi bisognosi con giochi semplici, ma coinvolgenti, si sono divertiti tutti ed ancora oggi ne parlano entusiasti, rievocando l&amp;rsquo;avvenimento. L&amp;rsquo;Armenia è un altopiano e Spitak si trova a 1.800 metri di altezza. Non ci sono fabbriche, si vive di pastorizia e agricoltura. La gente è semplice, povera, per le strade vendono i loro ortaggi: patate, carote, mele e quello che sono riusciti a coltivare. La maggior parte delle persone emigra per bisogno, per non morire di fame, lasciando le proprie famiglie a carico delle Suore che settimanalmente fanno loro visita portando alimenti di prima necessità quali farina, pasta, qualche vestito e tante, tante preghiere. Sono contento di quello che faccio e anche se mi costa tanta fatica e sacrifici non lascerei mai quelle persone sole ed abbandonate. L&amp;rsquo;Alpino Pietro Merelli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	(a cura di Federico Rossi) Bergamo.info 19 ottobre 2010&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Cani da soccorso, bene gli orobici</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/223-cani-da-soccorso-bene-gli-orobici"/>
		<published>2011-04-13T16:13:36Z</published>
		<updated>2011-04-13T16:13:36Z</updated>
		<id>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/223-cani-da-soccorso-bene-gli-orobici</id>
		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	Il campionato Obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie e in pista: prove tra Nembro, Onore e Clusone Valle Seriana, alla sfida mondiale non sfigurano le squadre bergamasche tutte in rosa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;VALLE SERIANA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Si stanno dando battaglia, in Valle Seriana, le migliori squadre di cani da soccorso che partecipano al Campionato mondiale che si svolge ogni due anni. L'edizione 2010 è stata organizzata dall'Enci (l'Ente nazionale della cinofilia italiana) e dal Nucleo cinofilo da soccorso Argo della sezione Ana di Bergamo, su mandato della Federazione cinofila internazionale.&lt;br /&gt;
	Diciotto squadre formate da tre nuclei (conduttore più cane) e da un capitano si stanno confrontando in questi giorni in prove differenti: obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie, ricerca di dispersi in superficie e ricerca in pista. Otto le nazioni presenti (Italia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia e Ungheria) che hanno mostrato abilità e destrezza dei propri cani in diverse «location»: il campo sportivo Saletti a Nembro, la pineta di Clusone, un'area pianeggiante nella valle di Tede, a Onore e, per la ricerca in macerie, il campo di addestramento del gruppo di Protezione civile di Ospitaletto (Brescia). Pastori belgi, Border collie, Pastori tedeschi, Golden retrivier, Malinois, Labrador sono alcune delle razze che si stanno confrontando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/la squadra tedesca.jpg&quot; title=&quot;La squadra tedesca in gara nei prati della val di Tede, a Onore (foto Fronzi)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	«Amiamo dire che cane e conduttore sono una &quot;bestia unica&quot;, e neppure ci piace parlare di cani particolari che si distinguono per azioni di eroismo. Quando si interviene è tutta la squadra composta da più unità che effettua il ritrovamento, non il singolo cane» spiega Giovanni Martinelli, direttore tecnico del comitato organizzatore, nonché responsabile del nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo che ha sede a Fiorano al Serio. Martinelli non nasconde l'orgoglio per i risultati che la squadra bergamasca sta riportando nelle prove, incoraggiando le conduttrici (sono tutte donne) ad affrontare con serenità e determinazione le prove.&lt;br /&gt;
	«Nel nostro caso si deve anche sottolineare che siamo tutti volontari &amp;ndash; aggiunge Martinelli &amp;ndash;, mentre nel campionato ci confrontiamo con professionisti, che sono addestratori di mestiere. Le conduttrici della squadra si esercitano nel tempo libero e durante le vacanze». Il capitano della squadra orobica è Maria Katia Pezzoli. La sua labrador Candy non partecipa alle gare, ma è presente nel campo per «dare sostegno» alle compagne più giovani. Candy infatti ha una lunga esperienza e ha preso parte alle ricerche dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. «In quel caso abbiamo deciso di inviare nuclei con la massima esperienza, quindi i cani più vecchi, che hanno in qualche modo coronato la loro carriera. Si tratta di animali di 9-10 anni che oggi non sono qui presenti, perché gareggiano nuclei più giovani» spiega il coach Martinelli. Candy, che ha 11 anni, è ormai «in pensione» e la sua padrona ha già acquistato un altro cucciolo: «Candy partecipa ancora a qualche soccorso, ma chiaramente ha meno resistenza fisica. Fra pochi mesi arriverà un Weimaraner: cambio razza per non fare confronti con Candy, vedremo come accoglierà il cucciolo».&lt;br /&gt;
	Tra i primi a partire a poche ore dal terremoto in Abruzzo, anche Claudia Calvi, con il suo pastore tedesco Gabry, che a 9 anni si avvicina alla pensione. Le due conduttrici ricordano quelle giornate di ricerca tra le macerie con fatica ed emozione: «Quello che non si può dimenticare e che l'addestramento non può prevedere è il modo in cui il cane abbaia quando segnala una persona sepolta ormai senza vita: sembra quasi un pianto, un lamento».&lt;br /&gt;
	Le gare di questi giorni sono momento di incontro e conoscenza tra squadre di diversi Paesi, in un clima festoso che ha l'obiettivo di promuovere la cultura cinofila e mostrare l'importante attività che uomo e cane possono svolgere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo 22/08/2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	Il campionato Obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie e in pista: prove tra Nembro, Onore e Clusone Valle Seriana, alla sfida mondiale non sfigurano le squadre bergamasche tutte in rosa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;VALLE SERIANA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Si stanno dando battaglia, in Valle Seriana, le migliori squadre di cani da soccorso che partecipano al Campionato mondiale che si svolge ogni due anni. L'edizione 2010 è stata organizzata dall'Enci (l'Ente nazionale della cinofilia italiana) e dal Nucleo cinofilo da soccorso Argo della sezione Ana di Bergamo, su mandato della Federazione cinofila internazionale.&lt;br /&gt;
	Diciotto squadre formate da tre nuclei (conduttore più cane) e da un capitano si stanno confrontando in questi giorni in prove differenti: obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie, ricerca di dispersi in superficie e ricerca in pista. Otto le nazioni presenti (Italia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia e Ungheria) che hanno mostrato abilità e destrezza dei propri cani in diverse «location»: il campo sportivo Saletti a Nembro, la pineta di Clusone, un'area pianeggiante nella valle di Tede, a Onore e, per la ricerca in macerie, il campo di addestramento del gruppo di Protezione civile di Ospitaletto (Brescia). Pastori belgi, Border collie, Pastori tedeschi, Golden retrivier, Malinois, Labrador sono alcune delle razze che si stanno confrontando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/la squadra tedesca.jpg&quot; title=&quot;La squadra tedesca in gara nei prati della val di Tede, a Onore (foto Fronzi)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	«Amiamo dire che cane e conduttore sono una &quot;bestia unica&quot;, e neppure ci piace parlare di cani particolari che si distinguono per azioni di eroismo. Quando si interviene è tutta la squadra composta da più unità che effettua il ritrovamento, non il singolo cane» spiega Giovanni Martinelli, direttore tecnico del comitato organizzatore, nonché responsabile del nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo che ha sede a Fiorano al Serio. Martinelli non nasconde l'orgoglio per i risultati che la squadra bergamasca sta riportando nelle prove, incoraggiando le conduttrici (sono tutte donne) ad affrontare con serenità e determinazione le prove.&lt;br /&gt;
	«Nel nostro caso si deve anche sottolineare che siamo tutti volontari &amp;ndash; aggiunge Martinelli &amp;ndash;, mentre nel campionato ci confrontiamo con professionisti, che sono addestratori di mestiere. Le conduttrici della squadra si esercitano nel tempo libero e durante le vacanze». Il capitano della squadra orobica è Maria Katia Pezzoli. La sua labrador Candy non partecipa alle gare, ma è presente nel campo per «dare sostegno» alle compagne più giovani. Candy infatti ha una lunga esperienza e ha preso parte alle ricerche dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. «In quel caso abbiamo deciso di inviare nuclei con la massima esperienza, quindi i cani più vecchi, che hanno in qualche modo coronato la loro carriera. Si tratta di animali di 9-10 anni che oggi non sono qui presenti, perché gareggiano nuclei più giovani» spiega il coach Martinelli. Candy, che ha 11 anni, è ormai «in pensione» e la sua padrona ha già acquistato un altro cucciolo: «Candy partecipa ancora a qualche soccorso, ma chiaramente ha meno resistenza fisica. Fra pochi mesi arriverà un Weimaraner: cambio razza per non fare confronti con Candy, vedremo come accoglierà il cucciolo».&lt;br /&gt;
	Tra i primi a partire a poche ore dal terremoto in Abruzzo, anche Claudia Calvi, con il suo pastore tedesco Gabry, che a 9 anni si avvicina alla pensione. Le due conduttrici ricordano quelle giornate di ricerca tra le macerie con fatica ed emozione: «Quello che non si può dimenticare e che l'addestramento non può prevedere è il modo in cui il cane abbaia quando segnala una persona sepolta ormai senza vita: sembra quasi un pianto, un lamento».&lt;br /&gt;
	Le gare di questi giorni sono momento di incontro e conoscenza tra squadre di diversi Paesi, in un clima festoso che ha l'obiettivo di promuovere la cultura cinofila e mostrare l'importante attività che uomo e cane possono svolgere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo 22/08/2010&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Cani da soccorso, campionati in Val Seriana</title>
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		<published>2011-04-13T15:54:52Z</published>
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		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	In gara 11 nazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/in gara.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	La bergamasca terra del volontariato e delle attività di soccorso a livello internazionale: a confermare queste caratteristiche il fatto che la Valle Seriana è stata scelta per i prossimi campionati mondiali per cani da soccorso che si svolgeranno dal 19 al 22 agosto. Il programma presentato ieri al Pirellone sottolinea quanto sia sentito il tema a livello mondiale, proprio partendo dalle nazioni che parteciperanno alla competizione. Undici le bandiere rappresentate: Argentina, Finlandia, Germania, ucraina, Slovenia, Repubblica Ceca, Francia, Giappone, Svezia, Ungheria e naturalmente l'Italia. Il significato fondamentale del confronto, è stato sottolineato dal coordinatore nazionale Unità Cinofile degli alpini, il bergamasco Giovanni Martinelli: «È importante quest'occasione perché emergono le diverse tecniche e modalità di soccorso. Un modo per migliorarsi reciprocamente attraverso un apprendimento costruttivo». L'assessore alla Protezione civile della Provincia di Bergamo, Fausto Carrara, ha invece sottolineato che «Questa manifestazione è stata resa possibile solo soddisfacendo una richiesta precisa del Comitato internazionale: che la logistica ed il coordinamento fosse stato affidato agli alpini». Dunque le penne nere orobiche saranno il motore principale dell'intera manifestazione. A tal proposito il presidente dell'Ana di Bergamo, Antonio Sarti ha sottolineato: «Questa decisione premia l'ormai dimostrata capacità organizzativa e logistica degli alpini bergamaschi». Ma veniamo al programma, che l'assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa ha definito «Oltre che come un'occasione unica di crescita e di confronto per tutte unità di soccorso». Lo stadio di Nembro sarà, alle 19 del 19 agosto il palcoscenico dell'apertura con l'alzabandiera e lo sfilamento di tutte le unità. Venerdì 20 e sabato 21 le competizioni si svolgeranno a Clusone, Nembro e una prova a Ospitaletto (Brescia). Chiusura domenica alle 10 con l'esibizione cinofila che vedrà fra l'altro la partecipazione delle unità cinofile della Guardia di Finanza, Esercito e carabinieri. Il programma è sul sito www.wcfciitalia2010.it (nella foto l'assessore La Russa con i labrador Luna, Kyra e Maya e le loro istruttrici)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Giuseppe Lupi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	In gara 11 nazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/in gara.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	La bergamasca terra del volontariato e delle attività di soccorso a livello internazionale: a confermare queste caratteristiche il fatto che la Valle Seriana è stata scelta per i prossimi campionati mondiali per cani da soccorso che si svolgeranno dal 19 al 22 agosto. Il programma presentato ieri al Pirellone sottolinea quanto sia sentito il tema a livello mondiale, proprio partendo dalle nazioni che parteciperanno alla competizione. Undici le bandiere rappresentate: Argentina, Finlandia, Germania, ucraina, Slovenia, Repubblica Ceca, Francia, Giappone, Svezia, Ungheria e naturalmente l'Italia. Il significato fondamentale del confronto, è stato sottolineato dal coordinatore nazionale Unità Cinofile degli alpini, il bergamasco Giovanni Martinelli: «È importante quest'occasione perché emergono le diverse tecniche e modalità di soccorso. Un modo per migliorarsi reciprocamente attraverso un apprendimento costruttivo». L'assessore alla Protezione civile della Provincia di Bergamo, Fausto Carrara, ha invece sottolineato che «Questa manifestazione è stata resa possibile solo soddisfacendo una richiesta precisa del Comitato internazionale: che la logistica ed il coordinamento fosse stato affidato agli alpini». Dunque le penne nere orobiche saranno il motore principale dell'intera manifestazione. A tal proposito il presidente dell'Ana di Bergamo, Antonio Sarti ha sottolineato: «Questa decisione premia l'ormai dimostrata capacità organizzativa e logistica degli alpini bergamaschi». Ma veniamo al programma, che l'assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa ha definito «Oltre che come un'occasione unica di crescita e di confronto per tutte unità di soccorso». Lo stadio di Nembro sarà, alle 19 del 19 agosto il palcoscenico dell'apertura con l'alzabandiera e lo sfilamento di tutte le unità. Venerdì 20 e sabato 21 le competizioni si svolgeranno a Clusone, Nembro e una prova a Ospitaletto (Brescia). Chiusura domenica alle 10 con l'esibizione cinofila che vedrà fra l'altro la partecipazione delle unità cinofile della Guardia di Finanza, Esercito e carabinieri. Il programma è sul sito www.wcfciitalia2010.it (nella foto l'assessore La Russa con i labrador Luna, Kyra e Maya e le loro istruttrici)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Giuseppe Lupi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Cani da soccorso. Al mondiale brilla il nucleo «Argo»</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/221-cani-da-soccorso-al-mondiale-brilla-il-nucleo-largor"/>
		<published>2011-04-13T15:49:35Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:49:35Z</updated>
		<id>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/221-cani-da-soccorso-al-mondiale-brilla-il-nucleo-largor</id>
		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	Finali a Nembro: oro nel soccorso su pista e argento sui dispersi. Ottima prova dei volontari Ana. In gara anche dal Giappone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Nembro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Si è chiusa ieri, con le premiazioni al Campo sportivo Saletti di Nembro, la seconda edizione del Campionato mondiale a squadre per cani da soccorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 1.jpg&quot; /&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 2.jpg&quot; title=&quot;Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista foro Yuri Colleoni&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;1&quot; cellspacing=&quot;1&quot; style=&quot;width: 511px; height: 87px;&quot;&gt;
	&lt;tbody&gt;
		&lt;tr&gt;
			&lt;td style=&quot;width: 503px;&quot;&gt;
				&lt;strong&gt;Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista (foto Yuri Colleoni)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
	&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	La manifestazione per quattro giorni ha visto sfidarsi nei campi di gara di Nembro, Clusone, Onore e Ospitaletto, 18 team costituiti da tre cani con i propri conduttori e un capitano, provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia, Ungheria e Italia. L'evento ha registrato un doppio successo del Nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. Perfetta si è dimostrata l'organizzazione del campionato, affidata proprio al nucleo bergamasco in collaborazione con l'Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci) e su mandato della Federazione cinofila internazionale (Fci). «Una macchina molto complessa che ha comportato l'impegno di numerosi volontari», afferma Giovanni Martinelli, coordinatore nazionale delle unità cinofile Ana, per il quale anche i risultati finali delle prove sono motivo di profonda soddisfazione. «Due nuclei alpini &amp;ndash; spiega &amp;ndash; si sono classificati al secondo posto in due specialità e questo ci riempie di orgoglio». L'Italia ho conquistato l'argento nella specialità di «ricerca di sepolti in macerie» con il nucleo X-Plorer degli alpini di Como, dietro la Francia e precedendo la Slovenia. Il nucleo Ana bergamasco, che ha sede a Fiorano al Serio, ha raggiunto la stessa posizione nella specialità di «ricerca di dispersi in superficie» davanti alla Germania. «Ci ha preceduto la Finlandia che ha schierato una squadra davvero eccezionale &amp;ndash; riconosce Martinelli &amp;ndash; con un distacco di punti dovuto all'eccellente prestazione nella prova di obbedienza. La nostra squadra nella ricerca ha ritrovato tutti e tre i dispersi utilizzando 12 dei 20 minuti a disposizione, i finlandesi ne hanno impiegati 18, ma ci hanno superato per il vantaggio nella prova di obbedienza di venerdì». Da sottolineare che la squadra nordica fa parte dell'esercito finlandese, mentre i bergamaschi (o meglio le bergamasche visto che la squadra è al 75% rosa) sono tutti volontari. Il capitano Katia Pezzoli ha coordinato le tre unità costituite da Daniela Oggioni e Valentina Savio con le labrador Maja e Kira, Giorgio Mazzoleni con il pastore belga Malinois Amie; il labrador di nome Luna con Silvia Bosio hanno costituito l'unità di riserva. «Ero quasi sicuro che avremmo fatto bene perché la ricerca in superficie è la nostra specialità, mentre non puntiamo a un addestramento all'obbedienza troppo stressante. Comunque in una prova il cane può tradire anche con molto esercizio, come può essere accaduto alla Germania da cui ci si attendeva migliori risultati».&lt;br /&gt;
	Deludenti le prestazioni del Giappone nella ricerca in macerie da cui ci si sarebbe aspettati maggior esperienza, considerato che la sismicità è una caratteristica del paese nipponico.&lt;br /&gt;
	La squadra italiana ha ottenuto anche l'oro per la ricerca in pista, ma non è una vittoria particolarmente significativa perché molte squadre hanno scelto di non partecipare a questa gara.&lt;br /&gt;
	Le premiazioni, precedute dalle dimostrazioni del gruppo cinofilo dell'Esercito e della Guardia di finanza, si sono svolte alla presenza del presidente della commissione Fci Frans Jansen, dell'assessore alla protezione civile della Provincia di Bergamo Fausto Carrara, dell'assessore provinciale alla Caccia, pesca e sport Alessandro Cottini e dell'assessore allo Sport di Nembro Gianluca Rota, mentre la banda di Cornale ha eseguito gli inni nazionali. Questa mattina si riunirà in Valseriana la commissione internazionale che deciderà dove si svolgerà la terza edizione del Campionato del mondo 2012.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	Finali a Nembro: oro nel soccorso su pista e argento sui dispersi. Ottima prova dei volontari Ana. In gara anche dal Giappone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Nembro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Si è chiusa ieri, con le premiazioni al Campo sportivo Saletti di Nembro, la seconda edizione del Campionato mondiale a squadre per cani da soccorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 1.jpg&quot; /&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 2.jpg&quot; title=&quot;Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista foro Yuri Colleoni&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
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				&lt;strong&gt;Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista (foto Yuri Colleoni)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
	&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	La manifestazione per quattro giorni ha visto sfidarsi nei campi di gara di Nembro, Clusone, Onore e Ospitaletto, 18 team costituiti da tre cani con i propri conduttori e un capitano, provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia, Ungheria e Italia. L'evento ha registrato un doppio successo del Nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. Perfetta si è dimostrata l'organizzazione del campionato, affidata proprio al nucleo bergamasco in collaborazione con l'Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci) e su mandato della Federazione cinofila internazionale (Fci). «Una macchina molto complessa che ha comportato l'impegno di numerosi volontari», afferma Giovanni Martinelli, coordinatore nazionale delle unità cinofile Ana, per il quale anche i risultati finali delle prove sono motivo di profonda soddisfazione. «Due nuclei alpini &amp;ndash; spiega &amp;ndash; si sono classificati al secondo posto in due specialità e questo ci riempie di orgoglio». L'Italia ho conquistato l'argento nella specialità di «ricerca di sepolti in macerie» con il nucleo X-Plorer degli alpini di Como, dietro la Francia e precedendo la Slovenia. Il nucleo Ana bergamasco, che ha sede a Fiorano al Serio, ha raggiunto la stessa posizione nella specialità di «ricerca di dispersi in superficie» davanti alla Germania. «Ci ha preceduto la Finlandia che ha schierato una squadra davvero eccezionale &amp;ndash; riconosce Martinelli &amp;ndash; con un distacco di punti dovuto all'eccellente prestazione nella prova di obbedienza. La nostra squadra nella ricerca ha ritrovato tutti e tre i dispersi utilizzando 12 dei 20 minuti a disposizione, i finlandesi ne hanno impiegati 18, ma ci hanno superato per il vantaggio nella prova di obbedienza di venerdì». Da sottolineare che la squadra nordica fa parte dell'esercito finlandese, mentre i bergamaschi (o meglio le bergamasche visto che la squadra è al 75% rosa) sono tutti volontari. Il capitano Katia Pezzoli ha coordinato le tre unità costituite da Daniela Oggioni e Valentina Savio con le labrador Maja e Kira, Giorgio Mazzoleni con il pastore belga Malinois Amie; il labrador di nome Luna con Silvia Bosio hanno costituito l'unità di riserva. «Ero quasi sicuro che avremmo fatto bene perché la ricerca in superficie è la nostra specialità, mentre non puntiamo a un addestramento all'obbedienza troppo stressante. Comunque in una prova il cane può tradire anche con molto esercizio, come può essere accaduto alla Germania da cui ci si attendeva migliori risultati».&lt;br /&gt;
	Deludenti le prestazioni del Giappone nella ricerca in macerie da cui ci si sarebbe aspettati maggior esperienza, considerato che la sismicità è una caratteristica del paese nipponico.&lt;br /&gt;
	La squadra italiana ha ottenuto anche l'oro per la ricerca in pista, ma non è una vittoria particolarmente significativa perché molte squadre hanno scelto di non partecipare a questa gara.&lt;br /&gt;
	Le premiazioni, precedute dalle dimostrazioni del gruppo cinofilo dell'Esercito e della Guardia di finanza, si sono svolte alla presenza del presidente della commissione Fci Frans Jansen, dell'assessore alla protezione civile della Provincia di Bergamo Fausto Carrara, dell'assessore provinciale alla Caccia, pesca e sport Alessandro Cottini e dell'assessore allo Sport di Nembro Gianluca Rota, mentre la banda di Cornale ha eseguito gli inni nazionali. Questa mattina si riunirà in Valseriana la commissione internazionale che deciderà dove si svolgerà la terza edizione del Campionato del mondo 2012.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Brigata Julia verso il fronte. Dall'Ana di Bergamo in dono i quaderni per le scuole afghane</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/220-brigata-julia-verso-il-fronte-dallana-di-bergamo-in-dono-i-quaderni-per-le-scuole-afghane"/>
		<published>2011-04-13T15:38:34Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:38:34Z</updated>
		<id>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/220-brigata-julia-verso-il-fronte-dallana-di-bergamo-in-dono-i-quaderni-per-le-scuole-afghane</id>
		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	Solidarietà&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il caporale Laura Billitteri presta servizio nella brigata Julia che sostituisce gli alpini del 3° Reggimento di Pinerolo, attualmente impegnati nella zona di Shindand, 150 km a sud della città di Herat. La brigata, comandata dal generale di brigata Marcello Bellacicco, sta completando il trasferimento in Afghanistan dei propri reggimenti, per assumere da ottobre la guida del Regional command west, il comando Nato a leadership italiana con base ad Herat, responsabile della regione occidentale del Paese. Dal generale Bellacicco dipenderanno circa 7.000 militari provenienti da 11 nazioni; di cui oltre 3.500 saranno italiani.&lt;br /&gt;
	Una delegazione della sezione Ana di Bergamo, costituita dal vicepresidente sezionale Carlo Macalli, dal consigliere Natale Bertuletti, dal consigliere nazionale Antonio Arnoldi e da Elvezio Merelli, ha consegnato direttamente a Vipiteno materiale scolastico destinato alle scuole afghane: 20 quintali tra matite, quaderni, penne, blocchi acquistati ad un prezzo di favore dalla Pigna di Alzano, ed altri 6.400 quaderni regalati dall'Editoriale Johnson di Seriate. A luglio l'ospedale da campo dell'Associazione nazionale alpini diretto da Lucio Losapio e gli Ospedali Riuniti di Bergamo avevano raccolto materiale sanitario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L. Ar. - L'Eco di Bergamo 06/10/2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	Solidarietà&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il caporale Laura Billitteri presta servizio nella brigata Julia che sostituisce gli alpini del 3° Reggimento di Pinerolo, attualmente impegnati nella zona di Shindand, 150 km a sud della città di Herat. La brigata, comandata dal generale di brigata Marcello Bellacicco, sta completando il trasferimento in Afghanistan dei propri reggimenti, per assumere da ottobre la guida del Regional command west, il comando Nato a leadership italiana con base ad Herat, responsabile della regione occidentale del Paese. Dal generale Bellacicco dipenderanno circa 7.000 militari provenienti da 11 nazioni; di cui oltre 3.500 saranno italiani.&lt;br /&gt;
	Una delegazione della sezione Ana di Bergamo, costituita dal vicepresidente sezionale Carlo Macalli, dal consigliere Natale Bertuletti, dal consigliere nazionale Antonio Arnoldi e da Elvezio Merelli, ha consegnato direttamente a Vipiteno materiale scolastico destinato alle scuole afghane: 20 quintali tra matite, quaderni, penne, blocchi acquistati ad un prezzo di favore dalla Pigna di Alzano, ed altri 6.400 quaderni regalati dall'Editoriale Johnson di Seriate. A luglio l'ospedale da campo dell'Associazione nazionale alpini diretto da Lucio Losapio e gli Ospedali Riuniti di Bergamo avevano raccolto materiale sanitario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L. Ar. - L'Eco di Bergamo 06/10/2010&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Alpina in Afghanistan con Bergamo nel cuore</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/219-alpina-in-afghanistan-con-bergamo-nel-cuore"/>
		<published>2011-04-13T15:36:04Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:36:04Z</updated>
		<id>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/219-alpina-in-afghanistan-con-bergamo-nel-cuore</id>
		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	Laura Billitteri, 26 anni, in partenza con le Penne nere. Laureanda in Economia, nell'esercito dal marzo 2009&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Laura Billitteri ha 26 anni, è nata a Ponte San Pietro ma vive con la famiglia in città, ed è prossima alla discussione della tesi di laurea alla facoltà di Economia dell'Università di Bergamo. Potrebbe sembrare una ragazza come tante altre se non fosse per il fatto che è in procinto di partire per l'Afghanistan con il contingente alpino. Infatti, oltre ad essere studentessa universitaria, Laura Billitteri fa parte dell'esercito dal marzo del 2009 ed è caporale del 5° Reggimento Alpini Morbegno di stanza a Vipiteno.&lt;br /&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/laura.jpg&quot; title=&quot;Laura Billitteri, 26 anni, parte per l'Afghanistan&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Quando ha deciso di intraprendere la carriera militare e perché nelle truppe alpine?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«La vita militare mi ha sempre affascinata. Una volta finiti gli esami universitari e completata la tesi ho deciso di provare a trasformare il sogno in realtà. All'inizio i miei genitori erano un po' scettici ma in seguito, convinti che quello che stavo andando a fare era frutto di una mia scelta, mi hanno sostenuta. Ho chiesto io di entrare nel Corpo degli Alpini. Provengo da Bergamo, città alpina da sempre. Gli alpini con i loro valori di fratellanza e di spirito di sacrificio sono un simbolo della mia terra. La scelta è stata naturale».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;La vita militare: essere donna è un vantaggio o un ostacolo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Noi donne non abbiamo vantaggi rispetto ai nostri colleghi maschi. Seguiamo lo stesso addestramento, senza sconti o occhi di riguardo. Con i colleghi uomini c'è un rapporto di rispetto e di aiuto reciproco: è solo in questo contesto che nasce lo Spirito di Corpo unico degli Alpini».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Che cosa apprezza della vita militare? Quali le difficoltà?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Inizialmente le difficoltà sono state tante. Mi sono trovata in un posto nuovo lontana da casa. Inoltre, ma questo accomuna tutti quanti iniziano un nuovo percorso, non sai esattamente quello che ti aspetta. La vita militare deve piacere, deve appassionare. Questa professione comporta sacrifici che non tutti sono disposti ad affrontare, ma anche molte soddisfazioni».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Ha partecipato all'adunata degli Alpini a Bergamo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Il 5° Reggimento alpini di Vipiteno, dove presto servizio, è stato il reparto che ha aperto la sfilata di domenica durante i tre giorni dell'Adunata nazionale. Sfilare in armi nella mia città è stata un'emozione grandissima. Sentivo il calore della gente che stava lì per noi e ci applaudiva nonostante il freddo e la pioggia. Tante volte, marciando, ho sentito gridare dalle tribune &quot;Brave alpine!&quot;. Il pubblico è rimasto per tutte le 12 ore di sfilata ad applaudire noi Alpini, in armi e non, a dimostrazione dell'amore che Bergamo ha nei confronti di coloro che portano e hanno portato la penna».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Pronta dunque a partire per l'Afghanistan: ha già affrontato altre missioni all'estero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Non ho ancora avuto esperienze &quot;fuori area&quot;, nel senso che non ho ancora preso parte a una missione internazionale, ma a breve partirò per il territorio afghano. L'unica mia esperienza all'estero con il reggimento è stata un campo in Ungheria, nei pressi del lago Balaton, nello scorso mese di maggio».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;In che cosa consiste l'addestramento per intraprendere la missione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«L'addestramento deve ricalcare il più possibile, in termini di realismo e fatica, le attività che andremo a svolgere all'estero. Quanto più è aderente alla situazione reale, tanto più saremo pronti a sostenere lo stress fisico e mentale. Per sei mesi abbiamo provato e riprovato le procedure d'impiego per fronteggiare tutte le possibili situazioni in cui ci si potrebbe trovare ad operare (l'autodifesa, l'evacuazione di feriti, il primo soccorso, l'allestimento di posti di distribuzione di aiuti umanitari, le modalità per diminuire il rischio di un attentato e così via). Sono stati sei mesi intensi e faticosi, ma a pochi giorni dalla partenza posso dire di sentirmi preparata».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Preparata anche per affrontare la paura e il rischio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Non giudico la paura in maniera del tutto negativa. Anzi. Il timore ti aiuta a essere più vigile, a osservare con occhio attento e critico la realtà che ti circonda, a vedere particolari che altrimenti passerebbero inosservati. Particolari che spesso fanno la differenza fra la vita e la morte. Se riesci a sfruttare positivamente il timore, quella tensione che accompagna anche la più piccola attività che svolgiamo laggiù, allora hai sicuramente un'arma in più dalla tua parte».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	Laura Billitteri, 26 anni, in partenza con le Penne nere. Laureanda in Economia, nell'esercito dal marzo 2009&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Laura Billitteri ha 26 anni, è nata a Ponte San Pietro ma vive con la famiglia in città, ed è prossima alla discussione della tesi di laurea alla facoltà di Economia dell'Università di Bergamo. Potrebbe sembrare una ragazza come tante altre se non fosse per il fatto che è in procinto di partire per l'Afghanistan con il contingente alpino. Infatti, oltre ad essere studentessa universitaria, Laura Billitteri fa parte dell'esercito dal marzo del 2009 ed è caporale del 5° Reggimento Alpini Morbegno di stanza a Vipiteno.&lt;br /&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/laura.jpg&quot; title=&quot;Laura Billitteri, 26 anni, parte per l'Afghanistan&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Quando ha deciso di intraprendere la carriera militare e perché nelle truppe alpine?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«La vita militare mi ha sempre affascinata. Una volta finiti gli esami universitari e completata la tesi ho deciso di provare a trasformare il sogno in realtà. All'inizio i miei genitori erano un po' scettici ma in seguito, convinti che quello che stavo andando a fare era frutto di una mia scelta, mi hanno sostenuta. Ho chiesto io di entrare nel Corpo degli Alpini. Provengo da Bergamo, città alpina da sempre. Gli alpini con i loro valori di fratellanza e di spirito di sacrificio sono un simbolo della mia terra. La scelta è stata naturale».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;La vita militare: essere donna è un vantaggio o un ostacolo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Noi donne non abbiamo vantaggi rispetto ai nostri colleghi maschi. Seguiamo lo stesso addestramento, senza sconti o occhi di riguardo. Con i colleghi uomini c'è un rapporto di rispetto e di aiuto reciproco: è solo in questo contesto che nasce lo Spirito di Corpo unico degli Alpini».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Che cosa apprezza della vita militare? Quali le difficoltà?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Inizialmente le difficoltà sono state tante. Mi sono trovata in un posto nuovo lontana da casa. Inoltre, ma questo accomuna tutti quanti iniziano un nuovo percorso, non sai esattamente quello che ti aspetta. La vita militare deve piacere, deve appassionare. Questa professione comporta sacrifici che non tutti sono disposti ad affrontare, ma anche molte soddisfazioni».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Ha partecipato all'adunata degli Alpini a Bergamo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Il 5° Reggimento alpini di Vipiteno, dove presto servizio, è stato il reparto che ha aperto la sfilata di domenica durante i tre giorni dell'Adunata nazionale. Sfilare in armi nella mia città è stata un'emozione grandissima. Sentivo il calore della gente che stava lì per noi e ci applaudiva nonostante il freddo e la pioggia. Tante volte, marciando, ho sentito gridare dalle tribune &quot;Brave alpine!&quot;. Il pubblico è rimasto per tutte le 12 ore di sfilata ad applaudire noi Alpini, in armi e non, a dimostrazione dell'amore che Bergamo ha nei confronti di coloro che portano e hanno portato la penna».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Pronta dunque a partire per l'Afghanistan: ha già affrontato altre missioni all'estero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Non ho ancora avuto esperienze &quot;fuori area&quot;, nel senso che non ho ancora preso parte a una missione internazionale, ma a breve partirò per il territorio afghano. L'unica mia esperienza all'estero con il reggimento è stata un campo in Ungheria, nei pressi del lago Balaton, nello scorso mese di maggio».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;In che cosa consiste l'addestramento per intraprendere la missione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«L'addestramento deve ricalcare il più possibile, in termini di realismo e fatica, le attività che andremo a svolgere all'estero. Quanto più è aderente alla situazione reale, tanto più saremo pronti a sostenere lo stress fisico e mentale. Per sei mesi abbiamo provato e riprovato le procedure d'impiego per fronteggiare tutte le possibili situazioni in cui ci si potrebbe trovare ad operare (l'autodifesa, l'evacuazione di feriti, il primo soccorso, l'allestimento di posti di distribuzione di aiuti umanitari, le modalità per diminuire il rischio di un attentato e così via). Sono stati sei mesi intensi e faticosi, ma a pochi giorni dalla partenza posso dire di sentirmi preparata».&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Preparata anche per affrontare la paura e il rischio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	«Non giudico la paura in maniera del tutto negativa. Anzi. Il timore ti aiuta a essere più vigile, a osservare con occhio attento e critico la realtà che ti circonda, a vedere particolari che altrimenti passerebbero inosservati. Particolari che spesso fanno la differenza fra la vita e la morte. Se riesci a sfruttare positivamente il timore, quella tensione che accompagna anche la più piccola attività che svolgiamo laggiù, allora hai sicuramente un'arma in più dalla tua parte».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Bertolaso visita l'ospedale da campo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/218-bertolaso-visita-lospedale-da-campo"/>
		<published>2011-04-13T15:23:32Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:23:32Z</updated>
		<id>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/218-bertolaso-visita-lospedale-da-campo</id>
		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	La struttura Ana schierata a Milano per la Settimana della Protezione civile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nell'ambito della Settimana della Protezione civile, organizzata a Milano dal 24 a domani in concomitanza con la ricorrenza di San Pio Da Pietrelcina, patrono dei volontari, si è tenuto ieri all'ippodromo di San Siro il convegno internazionale «La Sanità in emergenza: esperienze a confronto», a cura del Dipartimento nazionale della Protezione civile. Ad aprire i lavori è stato il bergamasco Lucio Losapio, direttore dell'ospedale da campo dell'Associazione nazionale Alpini, che ha raccontato, in particolare, l'esperienza maturata in Sri Lanka. Oltre a numerosi relatori qualificati, il convegno ha visto la presenza del capo Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, dell'assessore regionale Romano La Russa, del direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari esteri, Elisabetta Belloni e di Maria Vittoria Rava, dell'omonima fondazione che da anni opera ad Haiti. Nei giorni scorsi infatti, e per la prima volta in Italia, l'ospedale da campo è stato totalmente schierata a Milano, proveniente dalla sede stanziale presso il 3° Reggimento Aquila a Orio al Serio. In precedenza era stato utilizzato solo con parziali moduli in varie missioni in Italia e all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/guido bertolaso.jpg&quot; title=&quot;Guido Bertolaso con il bergamasco Lucio Losapio&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Il primo a complimentarsi dell'efficiente complesso sanitario gestito dagli alpini, che fa parte della Colonna Mobile regionale, è stato proprio Guido Bertolaso che sabato lo ha visitato presso l'ippodromo del trotto soffermandosi presso talune apparecchiature tecnologiche in esso contenute. Ma anche alcuni relatori al convegno di ieri hanno sottolineato il ruolo chiave di una struttura del genere in luoghi colpiti da calamità. Grandi consensi ha infine raccolto l'ospedale dell'Ana nei giorni scorsi in cui è stato aperto alle visite del pubblico e delle scolaresche. Oltre 150 sono stati i volontari provenienti dalla Bergamasca, presenti con vari mezzi ai vari momenti del raduno nazionale che terminerà domani. «È stata un'occasione importante &amp;ndash; ha sottolineato l'assessore provinciale alla Protezione civile Fausto Carrara &amp;ndash; per dimostrare riconoscenza ai tanti volontari che ogni giorno si dedicano con altruismo e abnegazione a un difficile compito».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Francesco Lamberini - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	La struttura Ana schierata a Milano per la Settimana della Protezione civile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nell'ambito della Settimana della Protezione civile, organizzata a Milano dal 24 a domani in concomitanza con la ricorrenza di San Pio Da Pietrelcina, patrono dei volontari, si è tenuto ieri all'ippodromo di San Siro il convegno internazionale «La Sanità in emergenza: esperienze a confronto», a cura del Dipartimento nazionale della Protezione civile. Ad aprire i lavori è stato il bergamasco Lucio Losapio, direttore dell'ospedale da campo dell'Associazione nazionale Alpini, che ha raccontato, in particolare, l'esperienza maturata in Sri Lanka. Oltre a numerosi relatori qualificati, il convegno ha visto la presenza del capo Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, dell'assessore regionale Romano La Russa, del direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari esteri, Elisabetta Belloni e di Maria Vittoria Rava, dell'omonima fondazione che da anni opera ad Haiti. Nei giorni scorsi infatti, e per la prima volta in Italia, l'ospedale da campo è stato totalmente schierata a Milano, proveniente dalla sede stanziale presso il 3° Reggimento Aquila a Orio al Serio. In precedenza era stato utilizzato solo con parziali moduli in varie missioni in Italia e all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/guido bertolaso.jpg&quot; title=&quot;Guido Bertolaso con il bergamasco Lucio Losapio&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Il primo a complimentarsi dell'efficiente complesso sanitario gestito dagli alpini, che fa parte della Colonna Mobile regionale, è stato proprio Guido Bertolaso che sabato lo ha visitato presso l'ippodromo del trotto soffermandosi presso talune apparecchiature tecnologiche in esso contenute. Ma anche alcuni relatori al convegno di ieri hanno sottolineato il ruolo chiave di una struttura del genere in luoghi colpiti da calamità. Grandi consensi ha infine raccolto l'ospedale dell'Ana nei giorni scorsi in cui è stato aperto alle visite del pubblico e delle scolaresche. Oltre 150 sono stati i volontari provenienti dalla Bergamasca, presenti con vari mezzi ai vari momenti del raduno nazionale che terminerà domani. «È stata un'occasione importante &amp;ndash; ha sottolineato l'assessore provinciale alla Protezione civile Fausto Carrara &amp;ndash; per dimostrare riconoscenza ai tanti volontari che ogni giorno si dedicano con altruismo e abnegazione a un difficile compito».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Francesco Lamberini - L'Eco di Bergamo&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Effetto adunata, 11 ragazzi «studiano» da alpini</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/216-effetto-adunata-11-ragazzi-lstudianor-da-alpini"/>
		<published>2011-04-13T15:08:35Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:08:35Z</updated>
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		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;h2&gt;
	Allievi del professionale Galli, in maggio hanno aiutato gli organizzatori: uno stage formativo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Tra i molti che hanno vissuto l'adunata degli alpini di maggio come evento indimenticabile, c'è anche un gruppo di giovanissimi studenti dell'Istituto professionale per i Servizi commerciali e turistici «Guido Galli» che hanno vissuto «dall'interno» la manifestazione, svolgendo un periodo di stage nel comitato organizzatore dell'adunata, esperienza che figurerà nel proprio curriculum formativo. La collaborazione tra studenti e penne nere è nata quasi per caso, quando Gianni Torri, uno dei responsabili dell'organizzazione, ha incontrato la dirigente scolastica dell'Istituto, Nadia Baldini, per chiedere di ospitare nella palestra della scuola gli alpini. La dirigente ha visto nella manifestazione un'occasione per coinvolgere gli studenti dell'indirizzo aziendale. Ed ecco che 11 ragazzi di terza e quarta hanno dato la propria disponibilità un pomeriggio a settimana (dalle 14,30 alle 18) durante il quale hanno lavorato nella sede in via Gasparini dal 22 febbraio al 6 maggio. «Il progetto &amp;ndash; spiega Vanna Mazza, l'insegnante che ha seguito gli alunni in stage &amp;ndash; ha avuto la finalità di rendere consapevoli gli studenti degli eventi e delle iniziative del territorio partecipando attivamente attraverso la collaborazione nell'organizzazione e accoglienza degli alpini».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/due ragazze.jpg&quot; title=&quot;Due ragazze dello stage «alpino» foto Bedolis&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	A raccontare l'esperienza è la studentessa 17enne Miriana Li, cognome che rivela le origini cinesi: «Abbiamo svolto lavori di segreteria, come scrivere le lettere alle scuole per confermare le prenotazioni dei posti, il controllo dei versamenti, la registrazione della corrispondenza. Nei 15 giorni precedenti l'adunata l'attività è stata davvero frenetica». Nonostante Miriana si fosse resa conto sulla carta della quantità di persone che stava riversandosi in città, ne è rimasta sorpresa: «È stato incredibile, sabato ho girato per Bergamo e vedere dalle Mura il fiume di gente in via Papa Giovanni è stato molto bello», con l'orgoglio di aver contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Con lei durante lo stage Eduard Caliman, qualcosa di più di un semplice compagno di classe, che ha reso l'impegno certamente più piacevole. Tanto piacevole che Miriana non ha esitato a proporsi per un ulteriore stage estivo «volontario»: «Mi sembra una buona esperienza da poter poi spendere in un futuro lavorativo». Così Miriana sta trascorrendo tre pomeriggi alla settimana nella biblioteca dell'Ana per creare un archivio digitale, insieme alla compagna Monica Cambianica, che racconta: «Durante l'anno non ho potuto svolgere lo stage perché faccio la baby-sitter e pratico judo a livello agonistico, ma non mi sono lasciata sfuggire questa occasione estiva. Stiamo lavorando con il programma Access, è utile fare pratica di ciò che abbiamo imparato a scuola». «Qui è bello, perché ci gestiamo in modo autonomo. Abbiamo iniziato il 14 giugno e concluderemo il 29 luglio per circa 60 ore. Fra poco inizierà anche Federica, un'altra nostra compagna» spiegano le due ragazze. E come è andato il rapporto con gli alpini? «Prima sapevo più o meno cosa facevano &amp;ndash; spiega Miriana - ma non avevo mai sentito parlare dell'adunata. È stato divertente anche ascoltare i loro racconti. Unico &quot;problema&quot; il fatto che il signor Torri fumi molto». Entrambe abitano a Stezzano e raggiungono la sede con la loro bicicletta. «Sono molto in gamba, come i loro compagni che ci hanno dato una grossa mano nei giorni di preparazione dell'adunata» commenta il «tutor» alpino Gianni Torri.&lt;br /&gt;
	«Abbiamo avuto un ottimo riscontro dall'Ana rispetto ai nostri studenti, come d'altronde accade quando svolgono stage in aziende bergamasche, uffici o agenzie viaggi» conclude la docente Mazza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di bergamo 25/07/2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;h2&gt;
	Allievi del professionale Galli, in maggio hanno aiutato gli organizzatori: uno stage formativo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Tra i molti che hanno vissuto l'adunata degli alpini di maggio come evento indimenticabile, c'è anche un gruppo di giovanissimi studenti dell'Istituto professionale per i Servizi commerciali e turistici «Guido Galli» che hanno vissuto «dall'interno» la manifestazione, svolgendo un periodo di stage nel comitato organizzatore dell'adunata, esperienza che figurerà nel proprio curriculum formativo. La collaborazione tra studenti e penne nere è nata quasi per caso, quando Gianni Torri, uno dei responsabili dell'organizzazione, ha incontrato la dirigente scolastica dell'Istituto, Nadia Baldini, per chiedere di ospitare nella palestra della scuola gli alpini. La dirigente ha visto nella manifestazione un'occasione per coinvolgere gli studenti dell'indirizzo aziendale. Ed ecco che 11 ragazzi di terza e quarta hanno dato la propria disponibilità un pomeriggio a settimana (dalle 14,30 alle 18) durante il quale hanno lavorato nella sede in via Gasparini dal 22 febbraio al 6 maggio. «Il progetto &amp;ndash; spiega Vanna Mazza, l'insegnante che ha seguito gli alunni in stage &amp;ndash; ha avuto la finalità di rendere consapevoli gli studenti degli eventi e delle iniziative del territorio partecipando attivamente attraverso la collaborazione nell'organizzazione e accoglienza degli alpini».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; class=&quot;caption&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/due ragazze.jpg&quot; title=&quot;Due ragazze dello stage «alpino» foto Bedolis&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	A raccontare l'esperienza è la studentessa 17enne Miriana Li, cognome che rivela le origini cinesi: «Abbiamo svolto lavori di segreteria, come scrivere le lettere alle scuole per confermare le prenotazioni dei posti, il controllo dei versamenti, la registrazione della corrispondenza. Nei 15 giorni precedenti l'adunata l'attività è stata davvero frenetica». Nonostante Miriana si fosse resa conto sulla carta della quantità di persone che stava riversandosi in città, ne è rimasta sorpresa: «È stato incredibile, sabato ho girato per Bergamo e vedere dalle Mura il fiume di gente in via Papa Giovanni è stato molto bello», con l'orgoglio di aver contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Con lei durante lo stage Eduard Caliman, qualcosa di più di un semplice compagno di classe, che ha reso l'impegno certamente più piacevole. Tanto piacevole che Miriana non ha esitato a proporsi per un ulteriore stage estivo «volontario»: «Mi sembra una buona esperienza da poter poi spendere in un futuro lavorativo». Così Miriana sta trascorrendo tre pomeriggi alla settimana nella biblioteca dell'Ana per creare un archivio digitale, insieme alla compagna Monica Cambianica, che racconta: «Durante l'anno non ho potuto svolgere lo stage perché faccio la baby-sitter e pratico judo a livello agonistico, ma non mi sono lasciata sfuggire questa occasione estiva. Stiamo lavorando con il programma Access, è utile fare pratica di ciò che abbiamo imparato a scuola». «Qui è bello, perché ci gestiamo in modo autonomo. Abbiamo iniziato il 14 giugno e concluderemo il 29 luglio per circa 60 ore. Fra poco inizierà anche Federica, un'altra nostra compagna» spiegano le due ragazze. E come è andato il rapporto con gli alpini? «Prima sapevo più o meno cosa facevano &amp;ndash; spiega Miriana - ma non avevo mai sentito parlare dell'adunata. È stato divertente anche ascoltare i loro racconti. Unico &quot;problema&quot; il fatto che il signor Torri fumi molto». Entrambe abitano a Stezzano e raggiungono la sede con la loro bicicletta. «Sono molto in gamba, come i loro compagni che ci hanno dato una grossa mano nei giorni di preparazione dell'adunata» commenta il «tutor» alpino Gianni Torri.&lt;br /&gt;
	«Abbiamo avuto un ottimo riscontro dall'Ana rispetto ai nostri studenti, come d'altronde accade quando svolgono stage in aziende bergamasche, uffici o agenzie viaggi» conclude la docente Mazza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	Laura Arnoldi - L'Eco di bergamo 25/07/2010&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Grazie all'adunata degli alpini - Donazione per le Cure palliative</title>
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		<published>2011-04-13T15:02:20Z</published>
		<updated>2011-04-13T15:02:20Z</updated>
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		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/grazie.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	In occasione dell'adunata nazionale degli alpini, l'Associazione nazionale Alpini consegna tradizionalmente una donazione a tre associazioni indicate dalla sezione che ospita l'adunata. A causa di un disguido l'associazione delle Cure Palliative non aveva potuto ritirare il contributo, ma a distanza di alcuni mesi sono stati finalmente consegnati i 15mila euro al presidente dell'associazione Arnaldo Minetti in un incontro nella sede Ana in via Gasparini alla presenza di Silverio Vecchio, segretario generale della sede nazionale e Antonio Sarti, presidente sezionale. «Siamo riconoscenti e orgogliosi che l'Ana abbia scelto di sostenere la nostra attività; d'altra parte la collaborazione con gli alpini è duratura nel tempo» ha affermato Arnaldo Minetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	L'Eco di Bergamo 07/10/2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	In occasione dell'adunata nazionale degli alpini, l'Associazione nazionale Alpini consegna tradizionalmente una donazione a tre associazioni indicate dalla sezione che ospita l'adunata. A causa di un disguido l'associazione delle Cure Palliative non aveva potuto ritirare il contributo, ma a distanza di alcuni mesi sono stati finalmente consegnati i 15mila euro al presidente dell'associazione Arnaldo Minetti in un incontro nella sede Ana in via Gasparini alla presenza di Silverio Vecchio, segretario generale della sede nazionale e Antonio Sarti, presidente sezionale. «Siamo riconoscenti e orgogliosi che l'Ana abbia scelto di sostenere la nostra attività; d'altra parte la collaborazione con gli alpini è duratura nel tempo» ha affermato Arnaldo Minetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
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	L'Eco di Bergamo 07/10/2010&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Sabato e domenica a Merano il ritorno della fanfara Orobica</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/214-sabato-e-domenica-a-merano-il-ritorno-della-fanfara-orobica"/>
		<published>2011-04-13T14:55:54Z</published>
		<updated>2011-04-13T14:55:54Z</updated>
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		<author>
			<name>Rassegna Stampa</name>
		<email>roberto.bellavita@anabg.it</email>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;
	Dopo quasi vent'anni dallo scioglimento della Brigata alpina Orobica i prossimi 28 e 29 agosto a Merano farà ritorno la sua indimenticata fanfara. La fanfara della Brigata alpina Orobica è stata ricostituita &amp;ndash; e tutti i suoi componenti si ritrovano a Bergamo per le prove con cadenza mensile &amp;ndash; grazie alla passione e all'affiatamento di molti alpini che durante il servizio di leva ne facevano parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/sabato.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Questo gruppo musicale, che per molti anni ha avuto sede in città, ha tenuto in Italia e all'estero centinaia di concerti. Il programma, organizzato da Vito Vetrano, conosciutissimo ex maresciallo dell'Orobica ed appassionato radiotelegrafista, prevede per sabato 28 il saluto alla città nella sala civica nel pomeriggio ed un concerto sulla passeggiata Lungopassirio fronte Kurhaus in serata. Un nuovo concerto in piazza delle Terme la mattinata di domenica 29 con successiva sfilata musicale per le vie del centro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
	L'Eco di Bergamo 25/08/2010&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;
	Dopo quasi vent'anni dallo scioglimento della Brigata alpina Orobica i prossimi 28 e 29 agosto a Merano farà ritorno la sua indimenticata fanfara. La fanfara della Brigata alpina Orobica è stata ricostituita &amp;ndash; e tutti i suoi componenti si ritrovano a Bergamo per le prove con cadenza mensile &amp;ndash; grazie alla passione e all'affiatamento di molti alpini che durante il servizio di leva ne facevano parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;img alt=&quot;alt&quot; src=&quot;http://sede.anabg.it/images/stories/sabato.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Questo gruppo musicale, che per molti anni ha avuto sede in città, ha tenuto in Italia e all'estero centinaia di concerti. Il programma, organizzato da Vito Vetrano, conosciutissimo ex maresciallo dell'Orobica ed appassionato radiotelegrafista, prevede per sabato 28 il saluto alla città nella sala civica nel pomeriggio ed un concerto sulla passeggiata Lungopassirio fronte Kurhaus in serata. Un nuovo concerto in piazza delle Terme la mattinata di domenica 29 con successiva sfilata musicale per le vie del centro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	 &lt;/p&gt;
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	L'Eco di Bergamo 25/08/2010&lt;/p&gt;</content>
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