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		<title>Rassegna Stampa</title>
		<description>Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Bergamo</description>
		<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa</link>
		<lastBuildDate>Wed, 13 Jan 2016 15:57:13 +0000</lastBuildDate>
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			<title>«Grazie alpini per Torino - Ora festa al 90°»</title>
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			<description><![CDATA[<h2>
	«Sento il bisogno di ringraziare tutti gli alpini bergamaschi che a Torino hanno sfilato così numerosi».</h2>
<p>
	 </p>
<p>
	A parlare è il presidente sezionale dell'Ana Antonio Sarti pienamente soddisfatto di come le proprie penne nere hanno partecipato all'adunata nazionale. «Solo rivendendo le immagini della sfilata mi sono reso conto della compostezza e serietà dei gruppi bergamaschi che non hanno voluto mancare l'appuntamento torinese. Sono certo che saranno ancora più numerosi a settembre per il nostro importante anniversario sezionale».<br />
	Gli alpini bergamaschi si sono da poco lasciati alle spalle l'adunata nazionale a Torino e già riprendono a lavorare perché tutto sia perfetto per l'appuntamento di settembre con il novantesimo anniversario sezionale.</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" class="caption" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/antonio sarti.jpg" title="Antonio Sarti, il presidente degli alpini della sezione di Bergamo" /></p>
<p>
	<br />
	<strong>Da Bergamo a Torino</strong><br />
	«C'è un filo rosso che unisce l'ormai mitica adunata a Bergamo dello scorso anno, quella a Torino e i prossimi festeggiamenti della sezione &ndash; spiega Antonio Sarti &ndash;. A Torino ho avuto conferma che i rapporti stretti con molti gruppi in occasione dell'adunata nella nostra città hanno creato amicizie e veri e propri gemellaggi in tutta Italia». Un altro frutto dell'esperienza del 2010 è stato l'avvicinamento di molti «nuovi» alpini alla sezione: «Si tratta soprattutto di giovani penne nere che hanno hanno capito che è bello mettersi il cappello in testa. Questo amore ed entusiasmo si rivivrà per il 90°». La speranza della sezione è che le 680 nuove iscrizioni all'Ana portino linfa vitale e costituiscano un ricambio generazionale.<br />
	<strong>I giovani volontari alpini</strong><br />
	Ulteriore ragione di speranza risiede per i «veci» nei giovani che si arruolano come volontari nell'esercito. L'attenzione a questi soldati bergamaschi è molto alta, tanto che la sezione ha affidato al consigliere Natale Bertuletti l'incarico di mantenere i rapporti con il comando delle truppe alpine: «Non è facile raccogliere queste informazioni, perché i comandi non possono fornirle. Ci siamo quindi appellati ai gruppi perché ci indichino i ragazzi che sanno essere partiti. Il nostro desiderio è quello di conoscerli, seguirli ed iscriverli all'Ana». Sono 42 i giovani bergamaschi individuati da Bertuletti ed attualmente in servizio, tra loro 8 ragazze. «Li inviteremo certamente alle manifestazioni per il 90° con l'auspicio che possano sfilare con noi in divisa».<br />
	I rapporti dei reggimento alpini con la città sono molto buoni, anche grazie all'operazione «Strade sicure» che ha visto la presenza degli alpini del 5°, prossimamente sostituito dal 7° di stanza a Belluno. Certamente sono in aumento le richieste da parte di giovani bergamaschi di entrare nelle truppe alpini: «Possiamo dire che la motivazione legata al desiderio di continuare una tradizione alpina è reale, solo che i giovani del Nord appaiono assumere un atteggiamento timido durante la selezione» dice Bertuletti. Per questo la sezione ha ottenuto di poter dare qualche indicazione agli aspiranti quando si presentano per i test a Brescia. Ancora una volta i «veci» alpini si offrono come guida per i futuri «bocia» perché la tradizione alpina della terra bergamasca possa continuare.</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo 24/05/2011</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2011 Semestre 1</category>
			<pubDate>Tue, 31 May 2011 13:39:09 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Armenia.... che passione</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/225-armenia-che-passione</link>
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			<description><![CDATA[<p>
	È dal 1988 che, ogni anno, mi reco, a mie spese e con altri volontari, in Armenia, dove, proprio nel dicembre di quell&rsquo;anno ci fu un terremoto d&rsquo;intensità 6.8 che causò 25.000 morti, 19.000 feriti e lasciò 500.000 persone senza tetto. Partimmo con aerei militari, modello G222 ed il compito degli Alpini fu quello di attrezzare con le nostre forze e quanto reperibile, un ospedale da campo, poiché l&rsquo;attuale era andato completamente distrutto e rimaneva sotto le macerie.</p>
<p>
	<img alt="alt" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/armenia.jpg" style="float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" /></p>
<p>
	Furono giornate intense e laboriose, gli Armeni che arrivavano al campo erano tutti malconci e pieni di acciacchi. Noi Italiani infondevamo tanto coraggio ed una magnifica fiducia. Nel frattempo conobbi la Beata Madre Teresa che apprezzò molto la mia devozione e la premura di non lasciar mai sole le Sister che, nel frattempo, accoglievano soprattutto i bambini con gravi handicap. L&rsquo;eco di Bergamo donò loro 4 casette per ospitare i loro assistiti e questo richiede tuttora la nostra presenza sul posto, affinché vengano mantenute e risistemate costantemente ed adeguatamente. Noi Alpini, durante tutto l&rsquo;inverno, raccogliamo quanto possibile tutto quello che serve per il buon funzionamento dell&rsquo;intero complesso e, in primavera, dei grossi Tir partono via mare per l&rsquo;Armenia. Tengo a precisare che il trasporto è a carico dei Camilliani (opera missionaria dell&rsquo;ordine di San Camillo) che ad Ascios hanno costruito un ospedale gestito dai sacerdoti della Caritas che portano sempre dall&rsquo;Italia materiale sanitario e quant&rsquo;altro possa occorrere. Ci riservano sempre qualche metro di spazio per caricare anche il nostro di materiale e noi ci diamo da fare per contribuire quanto più generosamente possibile. Durante tutto questo tempo gli ospiti sono aumentati vistosamente e così abbiamo dovuto provvedere costruendo una seconda casa di accoglienza nella capitale Yerevan. Dobbiamo ringraziare anche gli Enduristi che hanno raccolto i fondi per dotare le due comunità di due fuori strada che permettono gli spostamenti da Spitak a Yeveran. Tutto questo è costato 20.000 euro e ci auguriamo che altri soldi arrivino per poter compiere altri acquisti o operazioni. Le novità, ogni anno, sono davvero tante. Nel 2011 io personalmente dovrò fare 8 pavimenti, l&rsquo;attuale è troppo freddo. Gente generosa di Gorle mi aiuta volentieri, rappresento una vecchia garanzia per il mio paese, tutti mi conoscono e mi vogliono bene, ho sempre lavorato onestamente e cercato di aiutare quando mi riusciva di farlo, si fidano del sottoscritto e così hanno anche loro voglia di contribuire, a volte si prenotano anticipatamente per dare un contributo che magari arriverà nell&rsquo;anno successivo. A queste suore che sono così tanto caritatevoli è impossibile dire di no e le loro richieste diventano per noi Alpini una promessa ed un impegno da tenere sempre presente durante tutto l&rsquo;anno. Tre anni fa mia moglie fu ricoverata e sono sicuro che le loro preghiere ci hanno aiutato ad ottenere quella che oggi è per me stata una grazia, di averla ancora accanto. Quando siamo con loro preghiamo per tutti ed aspettiamo, è sempre successo che qualche benefattore ascolti. Qualche anno fa, con il contributo dell&rsquo;Amministrazione Comunale, alcuni giovani e Don Marco hanno intrattenuto i ragazzi bisognosi con giochi semplici, ma coinvolgenti, si sono divertiti tutti ed ancora oggi ne parlano entusiasti, rievocando l&rsquo;avvenimento. L&rsquo;Armenia è un altopiano e Spitak si trova a 1.800 metri di altezza. Non ci sono fabbriche, si vive di pastorizia e agricoltura. La gente è semplice, povera, per le strade vendono i loro ortaggi: patate, carote, mele e quello che sono riusciti a coltivare. La maggior parte delle persone emigra per bisogno, per non morire di fame, lasciando le proprie famiglie a carico delle Suore che settimanalmente fanno loro visita portando alimenti di prima necessità quali farina, pasta, qualche vestito e tante, tante preghiere. Sono contento di quello che faccio e anche se mi costa tanta fatica e sacrifici non lascerei mai quelle persone sole ed abbandonate. L&rsquo;Alpino Pietro Merelli</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	(a cura di Federico Rossi) Bergamo.info 19 ottobre 2010</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2010 Semestre 2</category>
			<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 14:36:08 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I commenti sull'adunata di Torino - Chi parla male di noi alpini forse non sa chi siamo davvero</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/252-i-commenti-sulladunata-di-torino-chi-parla-male-di-noi-alpini-forse-non-sa-chi-siamo-davvero</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/252-i-commenti-sulladunata-di-torino-chi-parla-male-di-noi-alpini-forse-non-sa-chi-siamo-davvero</guid>
			<description><![CDATA[<p>
	Caro direttore, scrivo questa lettera dopo essermi imbattuto in un articolo di giornale edito a Torino nei giorni seguenti la nostra adunata. Leggendo questo articolo sono sobbalzato sulla sedia, possibile che a Torino noi alpini ci siamo comportati così male? Cosa sta succedendo, mentre tutti ci indicano come esempio di pulizia morale e simbolo di sicurezza, a qualcuno destiamo un simile sentimento di «odio e repulsione»?<br />
	Il giornalista titola il suo articolo così: «Torino è libera dagli alpini» e già qui inizio a sgranare gli occhi; nell'articolo si parla di noi alpini come fossimo stati un'orda di barbari che ha invaso la storica città dell'Unità d'Italia, ci presenta come «buffi soldatini» e poi chiude con il colpo di maestro definendoci «un corpo militare formato da allegri e apparentemente innocui "ciucatun"». Per coloro che vogliono capire il tono ecco un breve (ma pesante) passo dello scribacchino torinese (articolo tratto da «Nuova società» di Torino, diretto da Diego Novelli, a firma Luigi Nervo, on line lunedì 9 maggio sul sito http://www.nuovasocieta.it/torino/26536-torino-e-liberadagli-alpini.html): «Per molte ragazzine questi buffi soldatini con la penna in testa vengono considerati "teneri". Fanno simpatia per la loro allegria contagiosa e la fiaschetta di vino che portano sempre con loro. Forse non sono così teneri agli occhi dei bambini iracheni o afghani impauriti dai fucili quando sono entrati nei loro Paesi insieme alla coalizione internazionale per combattere la guerra degli Stati Uniti. Tutto viene dimenticato insieme ad una "buta" di vino e un po' di grappa fatta in casa. Una festa per rendere onore agli alpini con le menti annebbiate dall'alcol e dalla propaganda. Le stesse persone che sorridevano vedendo questi uomini scampanellare sulle loro biciclette bardate con ogni tipo di bandiera e di vessillo telefonavano ai numeri d'emergenza per contestare dei comportamenti molesti e maleducati dei "veci" e dei "bocia". Solo alla centrale dei carabinieri sono arrivate più di quattromila chiamate. Nessun fatto grave, ma tanti piccoli episodi di inciviltà. Trattori che circolavano contromano nelle principali arterie cittadine, grigliate nei cortili delle abitazioni, schiamazzi e canti nel cuore della notte, ubriachi molesti che sbucavano da ogni angolo».</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/torino 2.jpg" /></p>
<p>
	<br />
	Ammetto che in Italia essendoci libertà di pensiero e di stampa si può scrivere e dire di tutto, ma forse a questo «scribacchino torinese» sarebbe meglio regalare una copia del libro verde degli alpini, invitandolo a «lavorare» al fianco degli alpini e della loro protezione civile, o più sinceramente lo manderei a fare il corrispondente dall'Afghanistan in mezzo ad un reggimento alpini.<br />
	Chiudo con il classico saluto, che dopo aver letto quanto sopra diventa un urlo: «W gli alpini».</p>
<p>
	<strong>Armando Vaghi - </strong>Trescore Balneario</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	L'Eco di Bergamo 14/05/2011</p>
<p>
	 </p>
<p>
	 </p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2011 Semestre 1</category>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:32:24 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cani da soccorso, bene gli orobici</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/223-cani-da-soccorso-bene-gli-orobici</link>
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			<description><![CDATA[<h2>
	Il campionato Obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie e in pista: prove tra Nembro, Onore e Clusone Valle Seriana, alla sfida mondiale non sfigurano le squadre bergamasche tutte in rosa</h2>
<p>
	 </p>
<p>
	<strong>VALLE SERIANA</strong></p>
<p>
	Si stanno dando battaglia, in Valle Seriana, le migliori squadre di cani da soccorso che partecipano al Campionato mondiale che si svolge ogni due anni. L'edizione 2010 è stata organizzata dall'Enci (l'Ente nazionale della cinofilia italiana) e dal Nucleo cinofilo da soccorso Argo della sezione Ana di Bergamo, su mandato della Federazione cinofila internazionale.<br />
	Diciotto squadre formate da tre nuclei (conduttore più cane) e da un capitano si stanno confrontando in questi giorni in prove differenti: obbedienza, ricerca di sepolti sotto le macerie, ricerca di dispersi in superficie e ricerca in pista. Otto le nazioni presenti (Italia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia e Ungheria) che hanno mostrato abilità e destrezza dei propri cani in diverse «location»: il campo sportivo Saletti a Nembro, la pineta di Clusone, un'area pianeggiante nella valle di Tede, a Onore e, per la ricerca in macerie, il campo di addestramento del gruppo di Protezione civile di Ospitaletto (Brescia). Pastori belgi, Border collie, Pastori tedeschi, Golden retrivier, Malinois, Labrador sono alcune delle razze che si stanno confrontando.</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" class="caption" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/la squadra tedesca.jpg" title="La squadra tedesca in gara nei prati della val di Tede, a Onore (foto Fronzi)" /></p>
<p>
	<br />
	«Amiamo dire che cane e conduttore sono una "bestia unica", e neppure ci piace parlare di cani particolari che si distinguono per azioni di eroismo. Quando si interviene è tutta la squadra composta da più unità che effettua il ritrovamento, non il singolo cane» spiega Giovanni Martinelli, direttore tecnico del comitato organizzatore, nonché responsabile del nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo che ha sede a Fiorano al Serio. Martinelli non nasconde l'orgoglio per i risultati che la squadra bergamasca sta riportando nelle prove, incoraggiando le conduttrici (sono tutte donne) ad affrontare con serenità e determinazione le prove.<br />
	«Nel nostro caso si deve anche sottolineare che siamo tutti volontari &ndash; aggiunge Martinelli &ndash;, mentre nel campionato ci confrontiamo con professionisti, che sono addestratori di mestiere. Le conduttrici della squadra si esercitano nel tempo libero e durante le vacanze». Il capitano della squadra orobica è Maria Katia Pezzoli. La sua labrador Candy non partecipa alle gare, ma è presente nel campo per «dare sostegno» alle compagne più giovani. Candy infatti ha una lunga esperienza e ha preso parte alle ricerche dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. «In quel caso abbiamo deciso di inviare nuclei con la massima esperienza, quindi i cani più vecchi, che hanno in qualche modo coronato la loro carriera. Si tratta di animali di 9-10 anni che oggi non sono qui presenti, perché gareggiano nuclei più giovani» spiega il coach Martinelli. Candy, che ha 11 anni, è ormai «in pensione» e la sua padrona ha già acquistato un altro cucciolo: «Candy partecipa ancora a qualche soccorso, ma chiaramente ha meno resistenza fisica. Fra pochi mesi arriverà un Weimaraner: cambio razza per non fare confronti con Candy, vedremo come accoglierà il cucciolo».<br />
	Tra i primi a partire a poche ore dal terremoto in Abruzzo, anche Claudia Calvi, con il suo pastore tedesco Gabry, che a 9 anni si avvicina alla pensione. Le due conduttrici ricordano quelle giornate di ricerca tra le macerie con fatica ed emozione: «Quello che non si può dimenticare e che l'addestramento non può prevedere è il modo in cui il cane abbaia quando segnala una persona sepolta ormai senza vita: sembra quasi un pianto, un lamento».<br />
	Le gare di questi giorni sono momento di incontro e conoscenza tra squadre di diversi Paesi, in un clima festoso che ha l'obiettivo di promuovere la cultura cinofila e mostrare l'importante attività che uomo e cane possono svolgere.</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo 22/08/2010</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2010 Semestre 2</category>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 16:13:36 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>L'industriale di Verdello, classe 1928 «Vengo dall'Argentina, ma il cuore è qui»</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/251-lindustriale-di-verdello-classe-1928-lvengo-dallargentina-ma-il-cuore-e-quir</link>
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			<description><![CDATA[<p>
	Roberto Baccanelli, classe 1928, nativo di Verdello e da 56 residente a Buenos Aires, in Argentina, anche quest'anno, cappello da alpino in testa ha sfilato all'adunata nazionale degli alpini.<br />
	Bergamasco doc, nel 1955 era dipendente della Dalmine, quando l'azienda gli chiese di partire per il Paese sudamericano. «Avevo 26 anni &ndash; racconta &ndash; e non ero mai salito su un aereo. Mi chiesero di andare a Buenos Aires e lo feci. Senza esitare». E dopo quella prima esperienza da tecnico, 56 anni dopo, Roberto Baccanelli possiede oggi un gruppo di stabilimenti sparsi in diverse città argentine, dove lavorano oltre 1.700 persone. «Il cappello da alpino è la mia bandiera, rappresenta lo spirito della mia patria e della gente che vuole e fa il bene della patria. Le adunate a cui ho partecipato? Esattamente non le ricordo tutte, ma so che sono moltissime». Nel cuore di Roberto Baccanelli sono rimasti i due appuntamenti bergamaschi: «Meravigliosa quella del 1986, ma per imponenza quella dello scorso anno è stata certamente indimenticabile».<br />
	Spirito inossidabile<br />
	L'industriale bergamasco non ha mai voluto tradire quel doppio giuramento che fece verso l'Italia, quando cioè giurò da recluta e da allievo ufficiali fedeltà alla patria: «Ho avuto negli anni scorsi la possibilità di ottenere la cittadinanza argentina, pur mantenendo anche quella italiana. Ma sono orgoglioso della mia terra e voglio mantenere sino alla fine un'unica carta di identità, quella della mia Italia». Roberto Baccanelli racconta che l'adunata è una «straordinaria occasione per ritrovare amici e per rinnovare lo spirito alpino. Quello spirito che ho avuto nel cuore sin dall'inizio, quando cioè andai alla Scuola allievi ufficiali a Lecce e sino alle esperienze vissute a Silandro e Bolzano». «Vedete &ndash; commenta mostrando il suo cappello &ndash; è un po' consumato dagli anni, ma lo spirito alpino è inossidabile».<br />
	Uomo riservato, come un vero alpino dice: «Se non chiedo troppo, vorrei mandare un abbraccio a tutti i miei amici e a tutta la straordinaria gente bergamasca che ho sempre nel mio cuore».</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	Giuseppe Lupi - L'Eco di Bergamo 09/05/2011</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2011 Semestre 1</category>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:26:07 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cani da soccorso, campionati in Val Seriana</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/222-cani-da-soccorso-campionati-in-val-seriana</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/222-cani-da-soccorso-campionati-in-val-seriana</guid>
			<description><![CDATA[<h2>
	In gara 11 nazioni</h2>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/in gara.jpg" /></p>
<p>
	 </p>
<p>
	La bergamasca terra del volontariato e delle attività di soccorso a livello internazionale: a confermare queste caratteristiche il fatto che la Valle Seriana è stata scelta per i prossimi campionati mondiali per cani da soccorso che si svolgeranno dal 19 al 22 agosto. Il programma presentato ieri al Pirellone sottolinea quanto sia sentito il tema a livello mondiale, proprio partendo dalle nazioni che parteciperanno alla competizione. Undici le bandiere rappresentate: Argentina, Finlandia, Germania, ucraina, Slovenia, Repubblica Ceca, Francia, Giappone, Svezia, Ungheria e naturalmente l'Italia. Il significato fondamentale del confronto, è stato sottolineato dal coordinatore nazionale Unità Cinofile degli alpini, il bergamasco Giovanni Martinelli: «È importante quest'occasione perché emergono le diverse tecniche e modalità di soccorso. Un modo per migliorarsi reciprocamente attraverso un apprendimento costruttivo». L'assessore alla Protezione civile della Provincia di Bergamo, Fausto Carrara, ha invece sottolineato che «Questa manifestazione è stata resa possibile solo soddisfacendo una richiesta precisa del Comitato internazionale: che la logistica ed il coordinamento fosse stato affidato agli alpini». Dunque le penne nere orobiche saranno il motore principale dell'intera manifestazione. A tal proposito il presidente dell'Ana di Bergamo, Antonio Sarti ha sottolineato: «Questa decisione premia l'ormai dimostrata capacità organizzativa e logistica degli alpini bergamaschi». Ma veniamo al programma, che l'assessore regionale alla Protezione civile Romano La Russa ha definito «Oltre che come un'occasione unica di crescita e di confronto per tutte unità di soccorso». Lo stadio di Nembro sarà, alle 19 del 19 agosto il palcoscenico dell'apertura con l'alzabandiera e lo sfilamento di tutte le unità. Venerdì 20 e sabato 21 le competizioni si svolgeranno a Clusone, Nembro e una prova a Ospitaletto (Brescia). Chiusura domenica alle 10 con l'esibizione cinofila che vedrà fra l'altro la partecipazione delle unità cinofile della Guardia di Finanza, Esercito e carabinieri. Il programma è sul sito www.wcfciitalia2010.it (nella foto l'assessore La Russa con i labrador Luna, Kyra e Maya e le loro istruttrici)</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: right;">
	Giuseppe Lupi - L'Eco di Bergamo</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2010 Semestre 2</category>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 15:54:52 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I ragazzi della mini naja e l'emozione del debutto</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/250-i-ragazzi-della-mini-naja-e-lemozione-del-debutto</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/250-i-ragazzi-della-mini-naja-e-lemozione-del-debutto</guid>
			<description><![CDATA[<p>
	Mini naja, grandi emozioni. Per la conferma chiedere a uno dei 135 ragazzi che ieri, dopo aver affrontato nei mesi scorsi gli stage avviati lo scorso anno dal ministero della Difesa come un piccolo surrogato volontario del servizio di leva obbligatorio, si sono ritrovati, primi nella storia alpina, a sfilare subito dietro la Taurinense a un raduno nazionale: quello di Torino appunto.<br />
	Emozionati? Ovvio. Orgogliosi? Tanto. A maggior ragione se sulle spalle, oltre al «peso» di questo debutto, ti porti anche la tradizione delle Penne nere orobiche. Perché naturalmente i bergamaschi nel gruppo non mancano e al termine della sfilata in piazza Vittorio Veneto non si sottraggono al rituale delle foto di gruppo e ai commenti da dopo «esame».<br />
	I «piccoli» orobici</p>
<p>
	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" class="caption" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/i ragazzi della mininaia.jpg" title="ragazzi della mini naja hanno sfilato per la prima volta: sette i bergamaschi" /></p>
<p>
	<br />
	Chi sono? Silvia Morelato di Levate, Ilaria Capurso di Scanzorosciate, Veronica Pagani di Ponteranica, Jacopo Bigiani di Seriate, Gianpietro Tiraboschi di Zambla, Mattia Agazzi di Alzano Lombardo, Simone Inno di Presezzo, Nicola Ubiali e Marco Buzzetti entrambi di Bergamo. Tutti giovanissimi, tutti accomunati da una grande passione per l'universo alpino. Che in certi casi è di famiglia, in quel dna che a Bergamo è particolarmente diffuso, ma in altri è spontanea. «Ho scelto di fare questa esperienza &ndash; racconta ad esempio Ilaria Capurso &ndash; più che per "pressioni" in casa, per una curiosità personale: il mondo militare mi ha sempre affascinato e ho ritenuto che la mini naja potesse essere una bella esperienza». Così è stato, non solo per Ilaria, ma per tutti. Anche se per un periodo breve &ndash; chi due, chi tre settimane &ndash; i sette ragazzi hanno testato, tra San Candido e La Thuile, tutto ciò che un tempo si faceva abitualmente durante il servizio di leva: addestramento, marce, disciplina ferrea, ma anche quel clima di fratellanza e amicizia in grado di cementare i legami personali. Così ritrovarsi all'adunata è stato un gesto naturale. «Incontrare gli altri ragazzi &ndash; dice Jacopo Bigiani &ndash; è stato bellissimo: nonostante il breve periodo trascorso assieme, si è trattato di un'esperienza intensa. Ho capito perché tutti gli alpini ogni anno vogliono ritrovarsi». E la sfilata? «Sono stati bravissimi &ndash; commenta Marcello Oggioni alla testa del gruppo di giovani durante il corteo e responsabile del progetto Pianeta Difesa nel quale rientra l'iniziativa della stessa mini naja &ndash; c'è da essere davvero orgogliosi di questi giovani. Sono il futuro e chissà che un giorno non finiscano tra i volontari che scelgono il servizio di leva o comunque nell'Associazione nazionale alpini».<br />
	Allungare il periodo<br />
	«Per noi &ndash; aggiunge Antonio Sarti, presidente della sezione Ana di Bergamo &ndash; sono linfa vitale. Certo tre settimane è un periodo un po' troppo breve. L'ideale sarebbe almeno qualche mese o comunque una ulteriore settimana da impiegare al servizio della protezione civile dell'Ana. Costerebbe un po' di più, ma si tratterebbe di soldi ben spesi, un vero e proprio investimento».</p>
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	 </p>
<p style="text-align: right;">
	E. Fa. - L'Eco di Bergamo 09/05/2011</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2011 Semestre 1</category>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:23:18 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cani da soccorso. Al mondiale brilla il nucleo «Argo»</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/221-cani-da-soccorso-al-mondiale-brilla-il-nucleo-largor</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/221-cani-da-soccorso-al-mondiale-brilla-il-nucleo-largor</guid>
			<description><![CDATA[<h2>
	Finali a Nembro: oro nel soccorso su pista e argento sui dispersi. Ottima prova dei volontari Ana. In gara anche dal Giappone</h2>
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	 </p>
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	<strong>Nembro</strong></p>
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	Si è chiusa ieri, con le premiazioni al Campo sportivo Saletti di Nembro, la seconda edizione del Campionato mondiale a squadre per cani da soccorso.</p>
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	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 1.jpg" /> </p>
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	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cani 2.jpg" title="Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista foro Yuri Colleoni" /></p>
<table align="center" border="0" cellpadding="1" cellspacing="1" style="width: 511px; height: 87px;">
	<tbody>
		<tr>
			<td style="width: 503px;">
				<strong>Le premiazioni del mondiale per squadre di cani da soccorso si sono svolte al Centro sportivo Saletti di Nembro. In gara nuclei da tutto il mondo per la manifestazione organizzata dal nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. I padroni di casa hanno registrato grandi successi: argento nel soccorso di dispersi in superficie e oro nel soccorso su pista (foto Yuri Colleoni)</strong></td>
		</tr>
	</tbody>
</table>
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	<br />
	La manifestazione per quattro giorni ha visto sfidarsi nei campi di gara di Nembro, Clusone, Onore e Ospitaletto, 18 team costituiti da tre cani con i propri conduttori e un capitano, provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Slovenia, Ungheria e Italia. L'evento ha registrato un doppio successo del Nucleo cinofilo Argo della sezione Ana di Bergamo. Perfetta si è dimostrata l'organizzazione del campionato, affidata proprio al nucleo bergamasco in collaborazione con l'Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci) e su mandato della Federazione cinofila internazionale (Fci). «Una macchina molto complessa che ha comportato l'impegno di numerosi volontari», afferma Giovanni Martinelli, coordinatore nazionale delle unità cinofile Ana, per il quale anche i risultati finali delle prove sono motivo di profonda soddisfazione. «Due nuclei alpini &ndash; spiega &ndash; si sono classificati al secondo posto in due specialità e questo ci riempie di orgoglio». L'Italia ho conquistato l'argento nella specialità di «ricerca di sepolti in macerie» con il nucleo X-Plorer degli alpini di Como, dietro la Francia e precedendo la Slovenia. Il nucleo Ana bergamasco, che ha sede a Fiorano al Serio, ha raggiunto la stessa posizione nella specialità di «ricerca di dispersi in superficie» davanti alla Germania. «Ci ha preceduto la Finlandia che ha schierato una squadra davvero eccezionale &ndash; riconosce Martinelli &ndash; con un distacco di punti dovuto all'eccellente prestazione nella prova di obbedienza. La nostra squadra nella ricerca ha ritrovato tutti e tre i dispersi utilizzando 12 dei 20 minuti a disposizione, i finlandesi ne hanno impiegati 18, ma ci hanno superato per il vantaggio nella prova di obbedienza di venerdì». Da sottolineare che la squadra nordica fa parte dell'esercito finlandese, mentre i bergamaschi (o meglio le bergamasche visto che la squadra è al 75% rosa) sono tutti volontari. Il capitano Katia Pezzoli ha coordinato le tre unità costituite da Daniela Oggioni e Valentina Savio con le labrador Maja e Kira, Giorgio Mazzoleni con il pastore belga Malinois Amie; il labrador di nome Luna con Silvia Bosio hanno costituito l'unità di riserva. «Ero quasi sicuro che avremmo fatto bene perché la ricerca in superficie è la nostra specialità, mentre non puntiamo a un addestramento all'obbedienza troppo stressante. Comunque in una prova il cane può tradire anche con molto esercizio, come può essere accaduto alla Germania da cui ci si attendeva migliori risultati».<br />
	Deludenti le prestazioni del Giappone nella ricerca in macerie da cui ci si sarebbe aspettati maggior esperienza, considerato che la sismicità è una caratteristica del paese nipponico.<br />
	La squadra italiana ha ottenuto anche l'oro per la ricerca in pista, ma non è una vittoria particolarmente significativa perché molte squadre hanno scelto di non partecipare a questa gara.<br />
	Le premiazioni, precedute dalle dimostrazioni del gruppo cinofilo dell'Esercito e della Guardia di finanza, si sono svolte alla presenza del presidente della commissione Fci Frans Jansen, dell'assessore alla protezione civile della Provincia di Bergamo Fausto Carrara, dell'assessore provinciale alla Caccia, pesca e sport Alessandro Cottini e dell'assessore allo Sport di Nembro Gianluca Rota, mentre la banda di Cornale ha eseguito gli inni nazionali. Questa mattina si riunirà in Valseriana la commissione internazionale che deciderà dove si svolgerà la terza edizione del Campionato del mondo 2012.</p>
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	 </p>
<p style="text-align: right;">
	Laura Arnoldi - L'Eco di Bergamo</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2010 Semestre 2</category>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 15:49:35 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il reduce che commosse Bergamo</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/249-il-reduce-che-commosse-bergamo</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/29-anno-2011-semestre-1/249-il-reduce-che-commosse-bergamo</guid>
			<description><![CDATA[<h2>
	Ha 98 anni</h2>
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	 </p>
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	 </p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="alt" class="caption" src="http://sede.anabg.it/images/stories/RassegnaStampa/cristiano dal pozzo.jpg" title="Cristiano Dal Pozzo ieri a Torino" /></p>
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	 </p>
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	Aveva uno striscione tutto per lui l'alpino più anziano che ha sfilato a Torino. Cristiano Dal Pozzo, 98 anni, di Rotzo (Vicenza), era su una carrozzella, accompagnato da un gruppo di altre penne nere. I torinesi gli hanno tributato lunghi applausi: lui ha ringraziato e ogni tanto s'è asciugato con un fazzoletto azzurro le lacrime per la commozione. «Dal Pozzo Cristiano - si leggeva sullo striscione - Classe 1913. Reduce Abissinia 1935». La stessa scena si era avuta durante l'adunata dell'8-9 maggio dell'anno scorso a Bergamo, quando il reduce aveva sfilato sotto il palco delle autorità fra la commozione generale.Aveva uno striscione tutto per lui l'alpino più anziano che ha sfilato a Torino. Cristiano Dal Pozzo, 98 anni, di Rotzo (Vicenza), era su una carrozzella, accompagnato da un gruppo di altre penne nere. I torinesi gli hanno tributato lunghi applausi: lui ha ringraziato e ogni tanto s'è asciugato con un fazzoletto azzurro le lacrime per la commozione. «Dal Pozzo Cristiano - si leggeva sullo striscione - Classe 1913. Reduce Abissinia 1935». La stessa scena si era avuta durante l'adunata dell'8-9 maggio dell'anno scorso a Bergamo, quando il reduce aveva sfilato sotto il palco delle autorità fra la commozione generale.</p>
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	 </p>
<p style="text-align: right;">
	L'Eco di Bergamo - 09/05/2011</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2011 Semestre 1</category>
			<pubDate>Tue, 24 May 2011 15:17:32 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Brigata Julia verso il fronte. Dall'Ana di Bergamo in dono i quaderni per le scuole afghane</title>
			<link>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/220-brigata-julia-verso-il-fronte-dallana-di-bergamo-in-dono-i-quaderni-per-le-scuole-afghane</link>
			<guid>http://sede.anabg.it/rassegna-stampa/23-2010s2/220-brigata-julia-verso-il-fronte-dallana-di-bergamo-in-dono-i-quaderni-per-le-scuole-afghane</guid>
			<description><![CDATA[<h2>
	Solidarietà</h2>
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	 </p>
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	Il caporale Laura Billitteri presta servizio nella brigata Julia che sostituisce gli alpini del 3° Reggimento di Pinerolo, attualmente impegnati nella zona di Shindand, 150 km a sud della città di Herat. La brigata, comandata dal generale di brigata Marcello Bellacicco, sta completando il trasferimento in Afghanistan dei propri reggimenti, per assumere da ottobre la guida del Regional command west, il comando Nato a leadership italiana con base ad Herat, responsabile della regione occidentale del Paese. Dal generale Bellacicco dipenderanno circa 7.000 militari provenienti da 11 nazioni; di cui oltre 3.500 saranno italiani.<br />
	Una delegazione della sezione Ana di Bergamo, costituita dal vicepresidente sezionale Carlo Macalli, dal consigliere Natale Bertuletti, dal consigliere nazionale Antonio Arnoldi e da Elvezio Merelli, ha consegnato direttamente a Vipiteno materiale scolastico destinato alle scuole afghane: 20 quintali tra matite, quaderni, penne, blocchi acquistati ad un prezzo di favore dalla Pigna di Alzano, ed altri 6.400 quaderni regalati dall'Editoriale Johnson di Seriate. A luglio l'ospedale da campo dell'Associazione nazionale alpini diretto da Lucio Losapio e gli Ospedali Riuniti di Bergamo avevano raccolto materiale sanitario.</p>
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	 </p>
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	L. Ar. - L'Eco di Bergamo 06/10/2010</p>]]></description>
			<author>roberto.bellavita@anabg.it (Rassegna Stampa)</author>
			<category>Anno 2010 Semestre 2</category>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 15:38:34 +0000</pubDate>
		</item>
	</channel>
</rss>
